martedì 17 marzo 2015

LE TESI DI APRILE DI LENIN, L'URSS E LE RIFORME DI RENZI

Nel marzo del 1917 (La Russia era impegnata sul fronte orientale nel Primo conflitto mondiale, con enormi sacrifici imposti al fronte interno) la rivolta di operai e soldati russi di Pietrogrado portarono alla caduta dello zar Nicola II giustiziandolo con la sua intera famiglia, talmente era alta l'esasperazione del popolo, per le tasse troppo elevate e la crescente disoccupazione arrivata alle stelle.
Si formò un governo provvisorio di forze liberal-moderate.
In una seconda fase si creò un governo provvisorio a cui aderirono tutti i Partiti, eccezione fatta per i bolscevichi.
Parallelamente alle prove di Governo da instaurare in questa fase di transizione, stava prendendo forma il soviet, consigli direttamente dalle forze militari e dagli operai.

Lenin,leader dei bolscevichi,ritornò in Russia dopo l'esilio in Svizzera e questi ultimi si fecero forza e rovesciarono il Governo provvisorio, dato che le loro richieste di pace immediata dal Primo conflitto, condivisione delle terra e potere pieno ai soviet rimasero inascoltate.
I bolscevichi salirono al potere, nonostante vi furono opposizioni politiche molto forti, in particolar modo dai socialisti rivoluzionari.
Nell'aprile 1917, Lenin scrisse le sue famose "Tesi di Aprile" che rappresentavano un documento chiave per la Rivoluzione Russa e per il comunismo sovietico, quindi non soltanto la presa del potere dei bolscevichi, ma anche le basi di una rivoluzione comunista.
In sintesi i 10 punti espressi nel documento redatto da Lenin:

1) Rifiuto di restare nel conflitto mondiale definita come "guerra imperialistica" e di brigantaggio con forti note capitalistiche. Lenin cerca di dare un senso alla rivoluzione come forma di difesa verso il proletariato, ma solo sotto certe condizioni, tra cui: il passaggio di potere nelle mani delle classi più deboli che si mettono dalla parte dello spirito rivoluzionario. Inoltre una rottura definitiva con gli interessi e il concetto stesso di capitale. Quindi mettere allal uce  nelle masse l'inganno della borghesia che spinge  ad una guerra imperialistica legata al capitale.

2) Passaggio del potere della rivoluzione al proletariato e alle classi di contadini più povere, ribadendo la fiducia delle masse verso l'inganno della borghesia e del capitalismo che rischiano di minare la pace portata dal socialismo e prendere atto che la Russia è un paese ormai libero dal potere zarista.

3) Non appoggio al Governo provvisorio creatosi dal vuoto, perchè colluso con il capitale.

4) Riconoscimento  della minoranza bolscevica nei vari soviet e l'influenza della borghesia su certi rappresentanti del soviet.  Inoltre i soviet  di deputati operai sono l'unica forma di governo possibile, quindi tutto il potere statale deve essere nelle loro mani, affinchè le masse riconoscano l'errore di essersi affidati completamente all'inganno della borghesia.

5) Divieto assoluto di una forma di Governo basata sulla  Repubblica Parlamentare, ma Repubblica di Soviet con soppressione dell'esercito,della polizia con un esercito permanente.
I salari dell'esercito riformato deve essere pari a quello medio di un buon operaio.

6) Per il settore agrario, trasferire i poteri di gestione ai soviet che dovranno confiscare le grosse proprietà terriere  dei fondiari e metterle al servizio della comunità e dei  soviet locali, dei contadini poveri  nazionalizzandole.

7) Nazionalizzazione di tutte le banche russe  e fusione in un'unica banca nazionale.

8) Non immediata instaurazione del Socialismo, ma controllo diretto da parte dei soviet della produzione sociale e della corretta ripartizione dei prodotti al popolo.

9) Descrizione dei compiti del Partito:

 - Congresso immediato del partito;

- modifiche del programma del partito e principalmente:

- imperialismo e guerra imperialista;

- confronto delle ideologie tra "Stato" e "Stato-Comune";

- cambiare il nome del partito;

10) Rinascita Internazionale con creazione di un' Internazionale rivoluzionaria;

Queste le tesi di Lenin, un programma utopico che anche il capo stesso dei bolscevichi sapeva non potesse reggere senza validi alleati in Europa e quindi altre rivoluzioni europee
La bolscevizzazione di Lenin riesce ad imprimere soltanto in parte il processo voluto, perchè parte della Sinistra Europea ne rimase assuefatta, ma non riuscì a portare al potere i suoi sostenitori.
Quindi analogamente agli  ideali illuministici della Rivoluzione francese, anche in quella russa rimasero isolati solamente allo Stato russo, mentre in Europa continuava a pervadere l'idea del capitalismo.
Nelle tesi di Lenin ci potrebbe essere un punto in contatto con John Maynard Keynes economista inglese del '900, ma molto lieve, l'intervento dello Stato.
Fondamentalmente  Keynes inneggiava lo stato interventista rispetto al libero mercato soprattutto nei momenti di crisi di domanda interna,quindi garante e soggetto economico allo stesso tempo.
Lo Stato dovrebbe intervenire con politiche attive a sostegno della domanda interna ed aggregata e il supporto alle fasce più deboli, per poi fari sì che l'economia risollevatasi riprenda il suo normale ciclo regolato dal mercato.
Nelle sue tesi Lenin è a favore di un modello in cui lo Stato regola e controlla la vita dei cittadini in ogni fase, in cui diciamo vi è un'equa distribuzione delle risorse nel popolo che ha il necessario per sopravvivere e non qualche riconoscimento maggiore per chi ha contribuito in maniera maggiore alla vita e al benessere della Russia. Insomma numerosi difetti si riscontrano, perchè sembra proprio una sorta di dittatura da parte dell'organo statale.

Tornando al contesto storico russo di quegli anni, dopo l'uscita dalla guerra dei russi con il trattato di Brest-Litovsk nel marzo 1918,  le forze dell'Intesa appoggiarono le truppe contro il governo bolscevico e quindi in Russia si instaurò una vera e propria dittatura con la riorganizzazione dell'esercito e la creazione dell' Armata Rossa.
Nel 1922 nacque l'Unione delle Repubbliche socialiste sovietiche (Urss), con la creazione della nuova  Costituzione che portava il Partito Comunista alla dittatura, difatti era l'unico Partito a cui fosse consentita l'esistenza.
Iniziò qui una dura battaglia contro la Chiesa ortodossa, perchè i bolscevichi si proposero di intervenire anche negli aspetti culturali russi e nei valori tradizionali.
Nell' aprile 1922 Stalin divenne segretario del partito e Lenin si ammalò, quindi iniziò una vera e propria lotta per trovare il suo successore all'interno del movimento bolscevico.
Il rivale di Stalin,Trotzkij (la cui ideologia principale era di un continuo sviluppo e implementazione dell'ideologia rivoluzionaria) fu emarginato ed anche la sinistra oppositrice ( Zinov'ev e Kamenev) che richiedevano una maggiore accelerazione dello sviluppo industriale furono allontanati e vinse  Stalin, incominciando ad ottenere maggiori poter personali, in particolare dopo la morte di Lenin nel 1924.
Ad oggi le tesi di Lenin sembrano simili al processo riformatorio che sta operando Renzi in Italia,
un Paese con la disoccuazione alle stelle e dove si sta avendo una deriva autoritaria del Governo rispetto al Parlamento, insomma piano piano si stacreando una sorta di dittatura, ma diversa da quella fascista, perchè come sostenuto più volte, Renzi altro non è che un fantoccio messo lì dai poteri forti e voluto dalla Ue.
Quindi si sta instaurando non un regime totalitario, ma di principio finanziario, sulla base di politiche neoliberiste.
Si prendano in considerazione il Jobs Act, la Riforma del Senato, la Riforma della Rai e della scuola.
Molto velocemente il jobs act è una riforma che porta ad un maggiore numero di licenziamenti essendo stato abbattuto l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori con i diritti naturali calpestati e l'introduzione in un'azienda con un contratto a tutele crescenti, privo di qualsiasi diritto, solo quello del lavoro che è come un'effimera folata di vento e il licenziamento dietro l'angolo ad ogni minimo piccolo errore. Quindi un maggior potere alla Confinidustria e al titolare dell'azienda.
Anche se il lavoro è un miraggio in Italia.

La Riforma del Senato per superare il bicameralismo perfetto, ritenuto troppo lento per far approvare qualsiasi legge ( o meglio porcata) dell'esecutivo, quindi si elimini il Senato privandolo delle sue funzioni, riducendolo ad un collegio di nominati sindaci o Consiglieri regionali(magari indagati pure loro), quindi effettiva resta una Camera sola , quella dei Deputati ove il PD ha la maggioranza dei seggi (ma si ricordi che tutte queste Riforme sono incostituzionali, perchè oltre a violare i principi della Costituzione, il Parlamento attuale è illegittimo e allora anche il Presidente della Repubblica attuale, ma perchè non scioglierlo allora e cancellare le riforme degli ultimi 4 anni?). Risposta : CE LO CHIEDE L'EUROPA.
Invece la riforma Rai prevede tre canali uno per l'attualità ed informazione, un altro per l'intrattenimento e il terzo per altre cose. Inoltre è il Governo a nominare un Manager che nomina a sua volta giornalisti e persoale all'interno della Rai, quindi l'informazione che passa è manipolata al 100%, proprio come in una dittatura.
La riforma della scuola invece prevede degli incentivi per coloro che mandano i figli  nelle scuole private, favorendo così il Vaticano ed arricchendo i soliti, lasciando andare la scuola pubblica ed inoltre viene dato maggior potere al Preside.
Insomma ancora una volta ci siamo inculati e il peggio è chi continua a sostenere Renzi e credere nel PD colluso con l'alta finanza.

written by Daniele Scandelli

FONTI:

-  V.I. LENIN, Opere Scelte, Editori Riuniti, Roma 1965

-  Dal 1900 ad Oggi Editori La Terza

- conoscenze del blogger