martedì 24 marzo 2015

FREEDOM FOR FREEDOM

La tematica è amplissima e un post non basta a trattarla, perchè difatti il concetto di libertà è un universo intero che porta con sè varie tipologie di libertà, di esprimersi, di sesso, di razza, religione, pensiero, opinione ed è anche un'ideologia  molto dibattuta nel contesto letterario-filosofico.
La libertà è uno degli ideali più antichi del mondo che risale fino all' Antichità, ove le civiltà note storicamente come i Romani, gli Egizi, gli Assiri etc., avevano gli schiavi, come ultimo gradino della piramide sociale.
Quindi come poter definire un concetto complesso in poche?
La definizione che si può dare di libertà è la seguente.
"Per libertà si intende quel diritto naturale ed inalienabile, in cui un individuo può compiere le proprie azioni di pensiero, di credo, con raziocinio e rispetto non invadendo lo spazio vitale di un altro soggetto".

( Definizione del blogger)

Il concetto di libertà porta con sè altri principi come quello di democrazia, uguaglianza, rispetto , tolleranza,
La prima forma di democrazia diretta nacque ad Atene, culla di molte idee e scuole di pensiero e di grandi filosofi ed inventori.
Democrazia deriva dal greco, da Demos e Kratia, ove Demos sta per "popolo" e kratia "potere", dunque etimologicamente significa "potere al popolo".
 Ma come era il sistema democratico ateniese?
Il funzionamento era semplice, perchè essendo una democrazia diretta si eleggevano dal popolo un numero limitato di individui che proponeva delle leggi ed un organo esecutivo selezionato sempre tra il popolo che le eseguiva sulla maggioranza di voti.
Il modello democratico ateniese non rimase esule alla sola Atene, ma si diffuse come modello in altre importanti Polis(città-stato).
Anche  innumerevoli battaglie antiche e medievali si svolsero in nome della libertà dall'oppressione del despota di turno, anche se non sempre era così perchè vi erano (come oggi) forti interessi politici ed economici da parte dei potenti regi.
Nel Medioevo le istituzioni principali che cercavano di prendere il controllo del potere influenzando un popolo affamato, ignorante, in condizioni igieniche pessime e con una prospettiva di vita medio-bassa di solito sui 40 anni erano principalmente le figure dell'Impero e della Chiesa.
Queste due istituzioni crearono propri eserciti e fazioni sempre in guerra tra loro per la presa del potere.
Da una parte i guelfi che appoggiavano la figura del Papa e della Chiesa come via verso la redenzione e La figura di Dio ( visione trascendentale della vita, in cui Dio è al centro di tutto), dall'altra i ghibellini sostenitori dell'Imperatore come guida del popolo.
Alcuni liberi pensatori come Martin Lutero, iniziò a dubitare dell'integrità morale della Chiesa e disgustato dalla corruzione e dell' imponente ricchezza terrena, si creò un suo libero pensiero che introduceva il concetto che ognuno poteva leggersi liberamente la Bibbia e darne un'interpretazione personale sul messaggio e quindi non vi era la necessità di figure di rilievo come il Papa come pastore del gregge o dei vari preti o porporati.
Nacque quindi la Riforma Protestante contro l'istituzione ecclesiastica dal libero pensiero di un individuo che divenne anche religione, tuttora praticata.
La Chiesa ovviamente reagì con la Controriforma e creando quindi una sorta di scudo per evitare la perdita di fedeli e di ricchezza oltre che di centralità, creando quindi durissime regole su Libri proibiti e dei tribunali di chierici che uccidevano in nome del Signore (come le crociate nell'anno 1000) per verificare l'eresia dell'individuo o la cieca fede verso la Chiesa cattolica.
Alla fine con l'avvento dell'Illuminismo l'ideale di libertà si diffuse  in tutta Europa ed anche un diverso modo di concepire la forma dello Stato, come uno di diritto e laico.
Due rivoluzioni storiche si basarono sull'ideale di libertà quella americana in cui le 13 colonie sfidarono la madrepatria inglese di Re Giorgio (anche essi inglesi) che vessava i coloni di tasse e imposizioni e lo stesso per la Rivoluzione francese.
Molti furono anche i dibattiti anche in campo letterario-filosofico sul concetto di libertà, si prendano ad esempio due letterati italiani di origine siciliana Luigi Pirandello e Giovanni Verga (fine '800- inizo '900).
Vediamo il concetto di libertà nella loro poetica.
Pirandello nacque a Girgenti (attuale Agrigento) verso fine '800 e sviluppò la sua poetica in modi diversi e complessi.
Per Pirandello la vita è un magma caotico, un flusso continuo fatto di continui incasellamenti dell'individuo, di pregiudizi, di convinzioni che portano all'intrappolamento della persona e per raggiungere la vera libertà e felicità si deve arrivare alla follia che libera l'individuo da tutto il muro di pregiudizi e incasellamenti fatti dalle persone e dalla società.
Si ricordi la sua opera "Uno,nessuno,centomila", in cui il protagonista si guarda allo specchio e vede il suo naso, (un minuscolo dettaglio ) che pendeva da una parte, mentre per un'altra persona era diverso e per un'altra ancora vi era un altro giudizio e quindi alla fine per raggiungere la libertà si fece rinchiudere in un manicomio diventando folle, ma libero dai pregiudizi e dalle opinioni delle persone che lo etichettavano per le azioni che faceva.
Invece Giovani Verga riteneva pioniere della corrente Verista italiana che rappresentava nella sua poetica la dura reatà della vita sociale siciliana tra le sue opere le famose si ricordino "Mastro -Don Gesualdo" e " I Malavoglia".
Nell'opera "Mastro- Don Gesualdo" si narra la storia di un artigiano, Gesualdo che è riuscito ad arricchirsi e ad entrare nella borghesia siciliana, quindi di un arrampicatore sociale che con le proprie fatiche si era affermato.
Ma questa affermazione non riusciva a permettergli il dovuto riconoscimento del titolo di "Don", poichè non aveva origini altolocate, ma umili e per questo il finale è che il suo personaggio resta bloccato in una sorta di limbo vitale , dato che non era più "mastro" per la sua arrampicata sociale e dall'altro nemmeno "Don", per le sue origini umili e le unghie ancora sporche del materiale che lavorava quando era mastro.
Nell'altra opera invece si parla del calvario di una famiglia siciliana di origine patriarcale, i malavoglia e della asprezza e durezza della vita e di tutte le vicende che passano.
Quindi per Verga la vita e la società altro non sono che un sistema darwiniano, in cui tutti sono sempre in lotta e vince il più forte. Oggi potresti essere tu, ma domani un altro. Insomma la famosa metafora del pesce più grosso che mangia quello più piccolo. La libertà di fatt non esiste perchè la vita è dura e difficile e non ce la concede.
invece nella vita reale i concetti di libertà,pace e democrazia  sono stati accostaie troppe volte a fatti storici terribili come le guerre di religione, due Guerre Mondiali e ad oggi le libertà del popolo sono state fatte a pezzi da Maastricht nel 1992 quando si creò il concetto dell'attuale politica economica Ue con i parametri da rispettare.
Insomma ancora una volta la libertà dei popoli e le Costituzioni sono stat stralciate in nome di politiche neoliberiste e del dio denaro dai potenti odieri e dai loro  servi fantocci che stanno anche fomentando azioni di guerriglia sempre più pesanti nel Centro di Europa. Ma che sistema malato è mai questo? Libertààààààààà come urlava Mel Gibson nel film Braveheart. Per ora ci è stata tolta e ceduta alle lobbies di Bruxelles, ma non tutti ancora ne hanno preso coscienza putroppo, oppure  oostante la liberazione dal nazi-fascismo in Italia, prima ancora la libertà italica è stata ceduta agli americani con 113 basi nato sul territorio italiano e un contingente di circa 10.700 soldati attualmente.

written by Daniele Scandelli