sabato 11 luglio 2015

LE SPARATE DI RENZI SUI DATI OCCUPAZIONALI

Ieri  è capitato di sentire Renzi parlare del successo delle sue riforme che hanno fatto bella impressione sulla Ue e che ha dato nuovamente quella famosa credibilità persa del Bel Paese per l'incapacità dei Governi precedenti a fare Riforme e scelte coraggiose che lui invece ha portato a casa scardinando ulteriormente il welfare già disastrato dell'Italia.
Innanzitutto con il suo classico ego ipertrofico parlava del Jobs Act che ha fatto ritornare ad assumere i disoccupati in modo massivo pontificando un numero di assunzioni quantificabile a 181.812  unità, che non sono altro che mutazioni dei contratti già in essere, dei quali la stragrande maggioranza a tempo determinato.
I contratti stabili creati con il Jobs Act sono soltanto 271 su tutto il territorio nazionale, facendo il saldo tra attivazioni e cessazioni con una crescita dei contratti a tempo indeterminato a 184.812 unità.
Tutte questi dati derivano dalle registrazioni obbligatorie dei contratti forniti dal Ministero del Lavoro, in cui si vede che aumenta l'apprendistato (6.498) e un crollo delle collaborazioni (- 10.194).
Quindi le millanterie del Premier "riformista" sono state bellamente asfaltate da una lettura più seria dei dati forniti dal Ministero del Lavoro.
Inoltre con il Jobs Act si sono azzerati i contributi per chi venisse assunto ( una manna dal cielo per le aziende), ma anche questo ha un costo quantificabile in 24 mila euro dalle casse statali per ogni assunzione avvenuta dall' 1 gennaio a cinque mesi.
Ieri  il Premieri fiorentino si vantava di un 3% sulla produzione industriale avvenuto nel mese di maggio che ha permesso a Renzi di pontificare la politica delle riforme (de)strutturali.
Questo 3 %  registrato a maggio deriva da un innalzamento di 12 mesi prima, non tutto in un solo mese, sia chiaro. Difatti a maggio 2015 rispetto al mese precedente la crescita è stata solamente dello 0,9% quindi uno zero.
Intanto in questi anni la produzione industriale ha subito una stangata di calo del 25%.
Quindi caro Premier eletto da nessuno forse è meglio tacere sul fallimento dell'operato del suo Governo, ma d'altronde sono appena uscite delle intercettazioni non da poco in cui Renzi parla della sua salita a Palazzo Chigi, "accoltellando" il suo predecessore.
Renzi è fortemente sostenuto da Berlusconi perchè deve preservare le sue aziende (vedasi Mediaset che durante il Governo Letta il titolo volava) e in particolare dal massone toscano Denis Verdini, militante in Forza Italia e immischiato nei giri di Monte dei Paschi di Siena.
Ma durerà fino al 2018 questo esecutivo fantoccio complice della Troika?

written by Daniele Scandelli