lunedì 13 luglio 2015

LA FINE DI UN DESTINO FORSE GIA' SCRITTO DA MESI

Si apprende oggi che intorno alle 11.00 ora locale italiana il Premier ellenico Alexis Tsipras abbia ceduto o sia arrivato ad un accordo con i creditori internazionali .
Si è giunti quindi ad un terzo piano di salvataggi per tenere la Grecia oramai spolpata a questo sistema da lager e da cinque anni di misure recessive oltre all'insostenibilità del debito espresso in euro.
Già apparivano strane le dimissioni dell'ex -Ministro ellenico delle finanze Yanis Varoufakis il giorno dopo il referendum del 5 luglio 2015, risultato molto scomodo a Bruxelles nei mesi scorsi delle trattative estenuanti.
Inoltre come già scritto la riproposta di Tsipras bocciata dal 95% dei greci, quindi la volontà popolare calpestata ed il Premier costretto a piegarsi.
Insomma una lezione che la Ue (o meglio Germania) vuole dare a chiunque voglia cercare di staccarsi dall'euro.
Girano notizie che la Finlandia non stia andando bene da circa 7 anni con l'euro e la volontà popolare di bocciarlo per l'ennesima volta, oltre che il referendum austriaco taciuto dai media che avrebbe raggiunto il quorum di firme sufficienti per farla diventare una proposta di legge. Vedremo che succederà.
Intanto Tsipras in segno di disdegno ha lanciato la giacca che portava durante il summit durato 17 ore, dicendo "prendetevi anche questa", come dire prendetevi anche il culo già che ci siete.
Alla fine Tsipras ha comunque ceduto forse per le troppe pressioni, forse per la sua non assoluta determinazione o convinzione che ripartire fuori dall'euro sarebbe una via possibile piuttosto che restarci e fare la fame, ma questa rappresenta soprattutto a livello internazionale una sconfitta politica della Grecia, da parte della Germania.
Ma siamo sicuri di aver capito che l'accordo oramai è ufficiale?
Sembra fatta per gli euristi più convinti, ma la proposta sottoscritta da Tsipras a Bruxelles deve essere approvata dal Parlamento ellenico e quindi ancora delle incognite ci sono, oltre al fatto che i creditori pretendono già delle prove concrete da parte di Atene, tra cui pensioni, aumento Iva ed applicazione del Codice di Procedura Civile che è la direttiva per il salvataggio delle banche e la loro ricapitalizzazione.
Potrebbero esserci imprevisti certo, ma per ora sembra che la Ue abbia avuto la meglio su Atene e per chi ricerca quella parola chiamata democrazia.
Usando uno spudorato regime del terrore si può dire che l'Eurogruppo abbia intrapreso un colpo di stato in Grecia.
Nella notte sembrava che il Grexit fosse vicino , ma ora osservando le Borse europee che volano come farfalle e gli spread che scendono sembra che per ora il panico sia passato.
Inoltre l'eurogruppo verificherà nella giornata di mercoledì 15 luglio se Atene abbia fatto dei passi avanti in questa logica perversa.
Alla fine sarà istituito un fondo dove mettere gli asset di debito dello Stato ellenico a garanzia del debito, non si sa poi se Tsipras volesse ancora avere a che fare con il Fmi e la Troika, perchè le notizie dei media sono tutte asservite ad un padrone.
Questo fondo sarà dotato di una capcità di 50 miliardi di euro.
Sono state concesse a Tsipras delle piccole misure per rivedere la sostenibilità del debito, una volta approvate le misure imposte dai creditori internazioniali.
Quindi per chi è dell'ideologia che la Ue sia l'Europa dei popoli e della pace e della dignità rifletta su questo tentativo di Syriza di andare incontro al volere dei creditori e rifletta attentamente sul fatto  che bisogna staccare la spina al più presto con la moneta unica.
Il volere del popolo non verrà mai messo davanti a nulla in questo sistema nazista e se dovesse vincere Podemos alle politiche spagnole di novembre, mi auguro che il signor Iglesias prenda atto di quello che è successo a Syriza e di staccare subito la spina con la Ue.
L'Italia non dovrebbe parlare dato che possiede un Governo fantoccio collaborazionista con la Germania, come fu nel Secondo conflitto Mondiale.

written by Daniele Scandelli







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