martedì 2 giugno 2015

REGIONALI, FAMIGLIE ITALIANE IN MEZZO ALLA STRADA E COME USCIRE DALLA UE BUROCRATICAMENTE?

Oggi è il 2 giugno....bene.. ma cosa rappresenta questa data veramente per tutte quelle famiglie ITALIANE  che si trovano senza più un lavoro, una casa perchè non riescono più a pagare l'affitto e a vivere una vita dignitosa, specialmente se hanno bambini piccoli di pochi mesi.. I genitori lasciati in mezzo ad una strada e parte la macchina burocratica delle assistenti sociali in certi casi che porta via i figli ai genitori senza un motivo ben giustificato.
Dove è lo Stato, la Repubblica Italiana che li tutela e da loro dei sussidi con i quali vivere dignitosamente  che vengono citati nell'ART. 36 della Costituzione, ove si dice che il cittadino-lavoratore deve assicurare alla sua famiglia un'esistenza libera e dignitosa?
Cosa festeggiamo a fare allora se lo Stato non tutela i suoi cittadini , ma anzi provvede  alla loro limitazione di libertà inalienabili ed inviolabili costringendoli a volte alla morte, cioè al suicidio ( come si è visto dal 2007-08 ad oggi) e tutto questo in favore di cosa? Della Ue e dell'euro?
Di qualche settimana fa è un servizio della trasmissione " La Gabbia" condotta da Gianluigi Paragone ( ove interveniva anche Paolo Barnard) di 35 famiglie famiglie romane che hanno creato un accampamento in condizioni disagiate e da no comment in cui sono presenti anche dei bambini forse con meno di un anno .
La cosa fantastica del servizio è che hanno riconvertito una "casa" del 1500 ad abitabile per 100 immigrati, invece di dare priorità alle famiglie italiane.
Insomma un intervistato ha riferito la seguente cosa che non è da poco e fa riflettere: " Questi che ci governano vogliono creare una guerra tra poveri [...] ".
Insomma uno dei tanti drammi che le famiglie italiane stanno vivendo dall'introduzione dell'euro ad oggi.
Invece i media di regime e lo stesso Premier Renzi con la complicità del neo-eletto Presidente della Repubblica Sergio Mattarella (ex- democristiano) continuano a paventare millanterie sul fatto che la recessione è finita e si inziano a delinare i primi segnali di ripresa. Questo dove, come , quando, perchè?
 Al sottoscritto blogger pare invece che la recessione si stia facendo sempre più acuta in Italia con il tragico aumento della disoccupazione.
Come possono delle Alte cariche mentire così spudoratamente al popolo se tutti gli indicatori economici sono negativi?
Per tenere in piedi un sistema europeo già fallito  che arriverà alla fine da solo o per fattori politici a livello internazionale?
invece per quanto riguarda le regionali  da dire non è che ci sia molto, il solito astensionismo ha vinto ancora, facendo vincere dei pupazzi corrotti, collusi con capi di imputazione pesanti messi lì da Berlusconi e Renzi.
Il risultato politico che si può leggere evince che Renzi è stato sbeffeggiato e che non è il  Duce e che le alleanze sottobanco servono anche se ha continuato a farle.
Cinque regioni sono passate al PD ossia Campania,Puglia, Umbria,Toscana ed un' altra, invece la Lega di Salvini si riconferma con Luca Zaia governatore del Veneto con il 50e qualcosa % di voti, insomma una forte sberla alla candidata Renziana Alessandra Moretti ed invece la Liguria dopo 10 anni in mano al PD e alle Coop affiliate passa in mano a Giovanni Toti il cagnolino di Berlusconi.
Si noti che i candidati PD  che hanno vinto non renziani pure, ma restano nella linea bersaniana o dalemiana, insomma la cosiddetta " Vecchia Guardia" che Renzi ha asfaltato in passato.
Diciamo che il PD a guida Renziana non sfonda la destra che unita si difende bene,  ma signficativi sono anche  i voti presi dal M5s e dalla Lega, che diciamo sono le forze definite "anti-sistema", anche se la strada è lontana per poterle definire tali al 100%.
Il M5s  risulta il primo partito in ben tre regioni con un risultato intorno al 22%, quindi se la gioca con la Lega ma è il secondo partito del Paese e si è ripreso un po' di voti ai livelli delle politiche del 2013.
Questo un po' il quadro come riportato dai media di regime e da altre fonti sulle regionali.
Ma veniano ora ad una situazione che sto seguendo da tempo e vorrei  vedere che potrebbe succedere,il caso delle intense trattative tra la Ue e Atene che entro il 5 giugno dovrebbe ripagare  i debiti contratti con i Paesi creditori e il FMI, ma i soldi non ci sono. Il fronte interno di Syriza non vuole assolutamente ripagare segu endo le dure linee della Ue che impongono maggiore austerity, ma se la Grecia non pagherà anche a tranche di aiuti al FMI non ci saranno soldi per pensioni ed ammortizzatori sociali. Quindi che succederà?
Il default sarà dichiarato e quindi una Grexit che porterà la Ue ad implodere o si cercherà di rinviare con qualche clausola di salvaguardia, per prendere altro tempo inutile, visto che la Grecia ormai è stata spremuta come un limone e il popolo soffre la fame e le malattie?
Uscire dalla Ue per uno Stato membro è possibile comunque con l'art.50 del Trattato di Lisbona, invece secondo la rivista giornaliera Metro è più difficoltoso lasciare la moneta unica.
L'art 50 del Trattato di Lisbona si delinea il percorso di uscita per uno Stato con la cosiddetta "procedura di recesso".
Questa procedura consiste in tre fasi fondamentali:

1) Comunicazione dell'uscita al Consiglio Europeo.
2)Fase di negoziazione tra Ue e Stato membro uscente.
3) Delibera adottata a maggioranza e approvata  dal Parlamento Europeo.

 Quindi con questi tre "steps" uno Stato potrebbe uscire dalla Ue, ma non dall'Euro.
Questi tre passaggi sopra elencati sono quelli che dovrebbe fare l'Inghilterra del Premier Cameron per uscire dalla Ue dopo l'esito del referendum  che si dovrebbe tenere nel 2017 sulla permanenza degli inglesi nella Ue.
Per tentare di uscire dalla moneta unica come prevedibile diventa assai più complesso.
Ci si deve basare sull'art. 140 del TFUE (TRATTATO SUL FUNZIONAMENTO DELLA UNIONE EUROPEA) che in sostanza afferma  (testuali parole) "il  Consiglio Europeo deliberando all'unanimità degli Stati membri la cui moneta è l'Euro e dello Stato membro in questione, su proposta della Commissione e previa  della BCE, fissa irrevocabilmente il tasso al quale l'Euro subentra alla moneta dello Stato membro in questione e prende le altre misure necessarie per l'introduzione dell'Euro come moneta unica dello Stato membro interessato."
Interpretando sembra che non ci sia una via di fuga dalla pseudo-moneta, perchè dalla dicitura "irrevocabilmente", la Bce ti intrappola ancora ad usare l'Euro come moneta, fissandone un nuovo tasso allo Stato che dovrebbe uscire.
Quindi per la Commissione e il Consiglio d'Europa (ora guidata dal polacco filo-nazista Donald Tusk) è l'adesione all'euro che diventa irrevocabile, ma se fosse esclusivamente il tasso di cambio dell'Euro il Paese potrebbe andarsene, ma non essere espulso.
Per uscire dall' Euro bisognerebbe quindi prima uscire dalla UEM (Unione Economica Monetaria ) e quindi dalla zona euro. Per recedere dalla UEM è obbligatorio recedere dalla Ue con l'art. 50 del Trattato di Lisbona.

 written by Daniele Scandelli

fonti:
-  Metro del 29/05/2015 articolo di Annamaria del Porto e articolo di Benedetta Rossi