giovedì 4 giugno 2015

CAVILLO GIURIDICO DELL'ART.140 TFUE E...SVENDITE E PRIVATIZZAZIONI? SI' DAL 1992 CIRCA FORSE ANCHE PRIMADa

Tornando all' art. 140 del TFUE (TRATTATO SUL FUNZIONAMENTO DELLA UNIONE EUROPEA) che in sostanza afferma  (testuali parole) "il  Consiglio Europeo deliberando all'unanimità degli Stati membri la cui moneta è l'Euro e dello Stato membro in questione, su proposta della Commissione e previa  della BCE, fissa irrevocabilmente il tasso al quale l'Euro subentra alla moneta dello Stato membro in questione e prende le altre misure necessarie per l'introduzione dell'Euro come moneta unica dello Stato membro interessato."
Non essendo un legale, ma semplice blogger avendo sentito un contatto mi ha spiegato questo.
L'art.140 del TFUE dice che il tasso di conversione della moneta nazionale è stato fissato in modo irrevocabile nel 1999.
Nel 1999 venne composto l'art.140  ma l'emissione delle monete e delle banconote (l'Euro) avvenne nel 2002.
Forse una parte è chiara, ma non completamente.
Invece tornando al post nel mese di dicembre 2014 è stato fatto un servizio della trasmissione  "la Gabbia" su la 7, in cui l'inviato partiva leggendo il roboante titolo  " l'Italia torna appetibile, acquistati il 2% di Eni ed Enel".
Si stava tenendo un incontro dei poteri forti, ossia politici e banchieri sulla discussione delle privatizzazioni di aziende pubbliche italiane.
A questo incontro non potevano certamente mancare Giuliano Amato, Lamberto Dini, Ex- Min. Vittorio Grilli dell' Economia durante il Governo Monti, Siniscalco, Saccomanni e l'attuale Min. dell' Economia Pier Carlo Padoan.
Ma come avviene la privatizzazione?
In parole povere il processo è semplice, dato che si chiedono soldi ai cittadini per aziende pubbliche e successivamente vengono rivendute ad enti privati con la complicità delle banche straniere, così dall'operazione avvenuta ognuno si prende la sua parte (sia banche che il Governo in carica).
La scusante che usa questa l'elitè è che privatizzando, i servizi al cittadino migliorano ed inoltre viene abbattuto  il debito pubblico, questa trappola che si è creata dallo scoppio dell'artificiosa crisi, ma è veramente la privatizzazione la soluzione ottimale per abbattere il debito pubblico?
Vediamo qualche esempio numerico fatto con i partecipanti al dibattito sulle privatizzazioni. La risposta apparirà ovvia ( i dati sono presi dal servizio trasmesso dalla trasmissione "La Gabbia").
Dal 1992 con il Governo Amato, l'Italia possedeva un debito pubblico pari a 850 mld di euro, quando Giuliano Amato si dimette dalla carica di Premier, il debito pubblico italiano montava a 1.070 miliardi di euro. Tra l'altro era presente anche l'ex- ministro del Tesoro Piero Barucci che precedentemente fu Presidente del Monte dei Paschi e dell' ABI  e venne chiamato a fare il Ministro del tesoro durante la svalutazione della Lira nel 1992. Balducci ebbe il rimpianto di non riuscire a privatizzare Telecom Italia e le assicurazioni.
Ma poi tronfio e sicuro di sè, interviene Lamberto Dini asserendo "Incominciai io quest'operazione..".
Difatti successivamente vi fu il Governo Dini che in fatto di privatizzazioni ci diede dentro di brutto e il debito crebbe fino a 1200 miliardi di euro, ma la caduta fu causata dallo spread ( o forse mi sbaglio).
Insomma nel giro di 4 anni dal 1992 al 1996 il debito crebbe di circa 400 miliardi di euro.
Quindi la scusante delle privatizzazioni è utile all'abbattimento del debito pubblico? (Ripropongo la domanda, quindi a voi la risposta).
Nel corso del servizio Dini rilascia una breve intervista in cui auspica che le privatizzazioni continuano, nonostante siano un palese fallimento.
Dopo aver svenduto Alitalia, quote di Eni ed Enel  rilevanti, adesso  (anzi da un po' di tempo ) si pensa a svendere le municipalizzate dei comuni.
Altro esempio che cito brevemente è Finmeccanica( composta dalle aziende semi-pubbliche Ansaldo Sts e la sorella Breda)che ha firmato un accordo per 810 milioni di euro con i giapponesi di Hitachi (che hanno battuto i cinesi della società Insigma).
Finmeccanica ha comunicato di aver firmato l'accordo in base al quale saranno i giapponesi ad aggiudicarsi l'intera partecipazione (ben del 40%) di Ansaldo Sts che si occupa della segnalazione ferroviaria e il 100% di Ansaldo Breda, specializzata nella costruzione di treni, tram e metropolitane.
Il prezzo di acquisto previsto dal contratto è di eur 9,65 per  ogni azione di Ansaldo Sts, per un corrispettivo pari a 773 milioni di euro, più circa 1,1 miliardi di euro che serviranno a liquidare gli altri soci, mentre la Breda ( con 272 milioni di perdite nel 2013) pagherà 36 milioni di euro.
Ma l'A.D. Mauro Moretti ( che si lamentò con Renzi che 800 mila eur annui erano pochi quando era ancora A.D. di Trenitalia) in una nota afferma che la somma è possibile ad aggiustamenti in negativo nel caso in cui Ansaldo Sts approvi la distribuzione di dividendi, acconti su dividendi o altre distribuzioni.
Questo era uno dei tanti esempi di come svendere perchè con l'euro l'economia italica non regge più.
In particolare l'attenzione è rivolta alle municipalizzate gestite dai Comuni in piena autonomia che erogano servizi locali ai cittadini.
Nell'ambito finanziario fa più "figo" chiamare le municipalizzate "smart utilies" e delle quote di queste sono già nel listino FTSE MIB della Borsa di Milano (es. CAP , cioè CONSORZIO ACQUE POTABILI), tanto che nonostante il referendum dell'estate 2011 sulla privatizzazione dell'oro blu il popolo italiano si sia espresso negativamente e che l'acqua  deve restare pubblica, si trova nel listino FTSE MIB. Questo fa alquanto riflettere su quanto conti la volontà popolare nel sistema Ue.
Quindi l'intenzione (che sta già avvenendo sotto i nostri occhi inermi) è la privatizzazione di gas, luce, trasporti, acqua (come citato) e le Poste Italiane  che per il 40% sono in mano privati.
Se si privatizza l'utente finale deve pagare costi ulteriori ai servizi erogati anche se scarsi ed inefficienti.
Insomma è il nuovo capitalismo neoliberista (od ordoliberista) che sta meramente fallendo, poi con l'euro come moneta di scambio non finirà in modo roseo.
Sempre secondo il servizio un ultimo intervistato (il nome non lo ricordo, magari vedetevi il servizio di 4 minuti) afferma che l'Italia non cresce più in modo significativo dal 1995 e da allora ad oggi per venti anni ci sono stati privatizzazioni per oltre 160 miliardi di euro di aziende pubbliche, senza che il debito pubblico venisse minimamente toccato.
Il debito è un peso per i cittadini perchè espresso in valuta estera non riconosciuta ed in mao ad enti e soggetti privati, altrimenti sarebbe credito per i cittadini s espresso in valuta nazionale.

written by Daniele Scandelli

fonti:

/https://www.facebook.com/catenaumana2/videos/1586660351545816/

- "Il Fatto Quotidiano" del 24 febbraio 2015