giovedì 11 giugno 2015

QUANDO UN RENZIANO SFEGATATO ESALTA IL JOBS ACT "SIAMO ALL'ITALIA DISSE LA FRUTTA"

Nella giornata di ieri mentre Putin esordiva ad Expo, un gruppo di  comuni mortali italici di circa dieci persone si apprestava a doversi sentire le potenzialità e la fantasmagorica bellezza della riforma introdotta a marzo 2015 dal Governo Renzi., il "Jobs Act".
La cosa che accomunava queste persone era il fatto di essere in cerca di occupazione disperatamente dopo essersi sorbiti 2 mesi di corso su una tecnologia informatica ed uno stage in cui si sperava di apprendere qualcosa che la lasciato il tempo che trova e molte domande esistenziali.
Ma la cosa che diciamo sorprende l' energia ed il vigore di un uomo di elevata posizione lavorativa a capo di un' agenzia di piazzamento decantava il Jobs Act, un po' come Dante la Divina Commedia.
Il Renziano  di ferro, stesso vestiario con la camicia a maniche rabboccate comincia "Questa è assolutamente una buona riforma si è riusciti a superare certe restrizioni che si avevano nel mondo lavorativo italiano e l'Art.18, mi spiace per voi che dovete lavorare, ma vedete si ha dato più un senso alla parola indeterminato dandole il vero valore che in passato non era tale, cioè indeterminato non vuol dire  per sempre, ma per un tempo incognito, non definito. Difatti ragazzi se io guardo a poca distanza dal mio naso non vedrò certo i benefici di questi nuovi contratti, ma se dovessi avere una mente aperta e vedere a 10 cm  allora sì, sarebbe una buona cosa, almeno per come sono stato abituato a lavorare io. Nel sistema lavorativo vi era una potente forza sindacalista che scattava subito, almeno ora  non si creano problemi di questo tipo.
 La nostra agenzia valorizza le persone non le chiama "risorse" come se fossero un oggetto, scusate se ogni tanto mi esce il termine ma avendo lavorato in [..........], mi sono  abituato così.
Ma se riusciste a farvi almeno un anno di esperienza là dove ho lavorato io, avrete le porte spianate per quasi tutto in questo settore che non è andato in crisi. Siate FLESSIBILI mi raccomando ragazzi e appena vi chiamiamo per un colloquio dite sempre di sì. Questo è un consiglio che io vi do fatene buon uso . Un grande in bocca al lupo ragazzi ( fatto  per 3 volte)[.....]".
Ovviamente per finire la storiella dei disoccupati italici sono usciti tutti con l'amaro in bocca e la rabbia, rendendosi conto ancora una volta di più di quanto sia in crisi il mercato del lavoro italiano e che disastro è la Riforma renziana, a differenza dell'uomo al vertice che la inneggiava.
Il discorso in pompa magna è alquanto opinabile e lascio il giudizio a chi leggerà il post il compito di farlo.
Ma in cosa consiste alla fine questo Jobs Act? Ormai lo si sa, ma meglio scriverlo una volta in più che in meno.
La riforma ha delegato l'esecutivo Renzi (in questo caso) ad emanare vari decreti legislativi in alcune materie di natura giuridico-lavorativa tra cui:

1) riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali;
2) riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e politiche attive;
3) la razionalizzazione e semplificazione delle varie procedure e degli adempimenti a carico dei cittadini e delle imprese nella costituzione e gestione dei rapporti con la salute, la sicurezza e l'igiene sul posto di lavoro (decreto legislativo ancora mancante);
4) riordino dei contratti di lavoro (cancellazione dei co.co.pro);
5) aggiornamento delle misure in tutela della  maternità e forme di conciliazione tra vita privata e lavorativa (decreto ancora in discussione al Parlamento);
6) integrazioni,aggiustamenti,ricuciture sulle materie citate sopra;

Le norme attuative sono le seguenti (cercherò di essere breve perchè non sono un legislatore, giurista avvocato, nè tanto meno un Ministro, ma solamente un semplice blogger che tenta di informare le persone che leggono il mio blog  in modo generale).

 DECRETO  34/2014
: fa riferimento al Decreto Poletti (attuale Min. del Lavoro dell'esecutivo Renzi e delle pari opportunità, prima il numero uno delle coop, anche lui tirato in mezzo allo scandalo Mafia Capitale, tanto per cambiare) che ha riguardato il cuore della riforma renziana, ossia la regolazione dei contratti a tempo determinato e l'apprendistato. I contenuti principali sono i seguenti:

- contratti a termine: il datore di lavoro ha a disposizione un lasso temporale nel quale non è obbligato a dare motivazioni di natura alcuna che rendono legittime il termine del contratto al suo impiegato fino a 36 mesi e al massimo con 5 proroghe. In aggiunta vi è un tetto legale di fruibilità del 20% di questa tipologia di contratto rispetto all'indeterminato.

-  sanzioni: saranno date a chi sfora il tetto del 20% di legalità e saranno commisurate al 20% della retribuzione complessiva del ventunesimo contratto a tempo determinato per tutta la sua durata, inoltre la percentuale salirà al 50% per i successivi contratti.

- enti di ricerca: per gli istituti di natura pubblica e privata che operano nell'ambito della ricerca il tetto del 20% non è vincolante;

-aziende con meno di 5 dipendenti: non è vincolante il tetto del 20%;

-  apprendistato: deve essere pari al 20% la quota di apprendisti da stabilizzare a fine contratto, ma solo per aziende con oltre i 50 dipendenti. I contratti di apprendistato possono anche includere gli studenti di quarta e quinta superiore, anche con età inferiore ai 18 anni;

LEGGE 183/2014
Questa è la legge delega che introduce il famigerato contratto a tutele crescenti senza che il lavoratore abbia dei diritti tendenti allo zero.
Questa nuova forma di contratto  permette ai nuovi assunti un contratto a tempo indeterminato che (come citava il renziano di ferro) non è a vita , ma per un periodo di tempo incognito, con una serie di garanzie (non specificate)aumentandole mentre il tempo passa all'assunto con questo contratto.
Questo servirebbe a combattere il precariato e la disoccupazione


DECRETO LEGISLATIVO  22/2015

"Disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in caso di disoccupazione involontaria e di ricollocazione dei lavoratori disoccupati, in attuazione della legge 183/2014".

Il decreto dispone che se il datore di lavoro  licenzia sena giusta causa o giustificato motivo il dipendente è obbligato a rimborsare il dipendente licenziato con una sanzione pari a 2 mesi  di stipendio per ogni anno lavorativo effettuato senza però il reintegro come prevedeva l'Art. 18 dello Statuto dei lavoratori partendo da un minimo di 4 mesi fino a 24 mesi di indennizzo.
Inoltre le nuove disposizioni prevedono la conciliazione veloce, offrendo al licenziato una mensilità per ogni anno di anzianità fino ad un massimo di 18 mensilità.
Qui vi è stato il punto di rottura con l'Art.18 dello Statuto dei lavoratori che invece prevedeva per i licenziamenti sopra elencati ( senza giusta causa o motivo) un risarcimento da 12 a 24 mensilità, ma veniva applicato alle piccole imprese con più di 15 dipendenti. Questa parte di Art.18 vale ancora per chi fortunatamente ha stipulato il contratto prima delle nuove disposizioni del Jobs Act.


DECRETO LEGISLATIVO 23/2015
Disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in caso di disoccupazione involontaria e di ricollocazione dei lavoratori disoccupati, in attuazione della legge 183/2014.

Terminata la parte giuridica cosa si può pensare di questa Riforma Strutturale tanto acclamata dalla Confindustria, all' Ocse e dalla Merkel (UE) ?

written by Daniele Scandelli