mercoledì 8 aprile 2015

PIERCARLO PADOAN E I NUMERI DEL BINGO 2015

Come ogni anno in questo periodo mentre gli italiani sono presi a fare la dichiarazione dei redditi tra CAF e commercialisti vari  cercando di scaricare i costi sempre maggiori sostenuti nell'anno solare antecedente, una vera rottura di scatole e nervi, l'esecutivo renziano redige il DEF.
Il DEF o meglio Documento di Economia e Finanza che contiene una bozza sulla futura finanziaria o legge di stabilità che prevede il finanziamento destinato alle varie voci della spesa pubblica come sanità, servizi alle persone , trasporti e chi più ne ha più ne metta, l'attuale Ministro delle Finanze Padoan ( o forse Saccomanni? Chi vi è ora?) si mette a giocare al bingo. Voglio partecipare anche io mi dico, si sa mai che azzecchi qualche numero sulla mia cartellina e vinca 100 euro, oppure un premio in danaro e faccio un viaggio in Europa.
Notiziona al TG1 delle 08.00 sul DEF in cui  Renzi annuncia che non vi saranno più tagli nè tasse, attorno si crea il solito dibattito italiano delle opposizioni, dell'ANCI visti i pesanti tagli fatti a Comuni e province, ma che a capo ha l'esponente PD Fassino , attuale sindaco di Torino.
Comunque il gioco va avanti e la notizia incomincia ad esporre i numeri del bingo estratti da Padoan e pevisti per i prossimi anni.
Qui sotto la scheda esposta velocemente dal tg di Mamma Rai e dovevo essere veloce a vedere se vessi azzeccato qualche numero, di poco non mi ci sono avvicinato, ma ho perso.
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CRESCITA PIL ITALIANO ENUNCIATA DA PIERCARLO PADOAN E PRESENTATA DAL TG1

0,7 % PIL 2015

1,4 % PIL 2016

1,5%-1,7% 2017

DEFICIT/ PIL ITALIA 2015-2017 PREVISTA DA PADOAN PRESENTATA DAL TG1:

2,6 % 2015

1,8% 2016

0,8%  2017
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Come commentare questa scheda? Si ricade in cose già scritte e riscritte dappertutto, anche sul mio blog.
Ma meglio una volta in più che una volta in meno.

Si parta dal' esaminare il  PIL. Obiettivamente questa crescita è impossibile , sarebbe reale se nel sistema economico finanziario non ci fosse più l'euro o rimodulato alle esigenze dell'economia italiana e delle forte politiche attive a sostegno della domanda interna ed aggregata e fosse passata la deflazione che porta la trappola di liquidità con sè, la depressione e la stagnazione. Inoltre visto che la disoccupazione 2015  è arrivata al 12,7% e quella giovanile balla tra il 42,6- 43% da fonti ISTAT  di dati destagionalizzati, inoltre come scritto in precedenza non si tiene conto di esodati, disoccupati di età svariate e la classe di valori ha solamente come estremi 15 e 24 anni, i dati del Pil non sono attendibili.
Se si ampliasse il range tra 15 e 67 anni tenendo conto anche di parametri non solamente di chi cerca il lavoro in modo attivo che anche questo è da definire da ISTAT , perchè come parametro dice tutto e dice nulla. In un'indagine statistica gli obiettivi e gli estremi della classe devono essere più precisi possibili altrimenti che dati sforni?
Se dovessimo fare una semplicissima media aritmetica data  dalla sommatoria di tutti i dati raccolti in un range più veritiero di età dai 15-64 anni e dividendo la somma ottenuta per il numero dei dati considerati sarei curioso di vedere il  valore che ne esce, forse questo esprimerebbe più onestamente il dato sull'occupazione, ma la statistica si sa deve anche essere scienza controllata. Il valore di una media aritmetica di questo tipo è semplice, vi sarebbe anche quella ponderata ma per lo studio di un fenomeno statistico come il dato occupazionale può bastare, senza inoltrarsi in un mondo di formule  matematiche precise.
Inoltre la crescita del 2015 di + 0, qualcosa è zero. Non ha valore. Quindi nel 2015 la crescita del PIL sarà sotto lo zero...fosse nullo sarebbe un po' meglio.
Padoan si lancia nel fare il veggente  per il 2016 e 2017 , addirittura una ripresa sul 1,5%  in due anni?  Ma come è possibile se si continuano ad applicare misure di austerità e si cerca di contenere il rapporto deficit/Pil sotto il 3% ed il debito pubblico al 60% come imposto da Maastricht?
Il deficit annuale di uno Stato è fisiologico e serve ai cittadini per il loro welfare e allo Stato anche per fare investimenti ed intervenire direttamente nella propria economia con Piani di lavoro garantiti,
insomma economia post-Keynesiana, oppure il modello economico della scuola austriaca si può applicare aspettando che il mercato si auto-regolamenti da sè e solamente le aziende più forti sopravvivono. Questioni di punti di vista e dibattiti tra le varie scuole di pensiero.
Ma arriviamo alla ciccia vera.
 Questi continui tagli al deficit sono una ghigliottina per il popolo e il welfare, inoltre la disoccupazione aumenterà ancora e pure il debito pubblico.
Tutti lo sanno e nonostante questo ci si viene ancor a prendere per il culo con queste notizie farsa che illudono il popolo, ma per piacere.
Ma per forza se l'Italia risponde alla Germania queste sono le notizie che passano e Padoan cagnolino fedele della Ue che deve fare? Sparare cavolate inventando dati rassicuranti oppiando il popolo che si è sulla strada giusta e non sono necessari più sacrifici.
Anche sentire Renzi che da una parte dice nel DEF non saranno previsti più ne tagli ne aumento di tasse fa ridere, perchè dall'altra parte Padoan afferma che continuerà la privatizzazione di Enav e delle Poste italiane, insomma la solita dismissione e svendita di patrimonio pubblico ad enti privati e quindi ovviamente il costo sale ed anche le tasse.
Padoan che ribadisce l'assoluto rispetto dei dogmi metafisci della Ue e di Maastricht, con tagli alla spesa pubblica degli enti locali con maggiori disservizi alla popolazione, insomma ancora un continuo dissanguamento.
Le affermazioni sono contrastanti quindi si annullano, perchè se prendiamo come vere le affermazioni di Renzi assegnandogli il valore V di vero ed F di falso quelle di Padoan, io ottengo falso, questa è una cosa matematicamente accettata e la matematica non è un' opinione.
Non ricordo però la parte matematica del valore logico dato alle affermazioni, ma che si sappia che ci saranno ancora tagli come affermato da Padoan per cercare risorse e liquidi, ma ormai siamo davvero agli sgoccioli, la gente non ce la fa più. Quindi queste balle cadranno come un castello di carte in un modo o nell'altro. Dobbiamo anche applicare il criterio di Kant in ambito filosofico per vedere se reggono queste affermazioni? No forse Hegel (famoso filosofo) è è più adatto visto che afferma che le parti anatomiche della società odierna risiedono nell'economia politica.

written by Daniele Scandelli