lunedì 10 agosto 2015

COSA POSSONO CONDIVIDERE BETTINO CRAXI,INDRO MONTANELLI E PAOLO BARNARD?

Bettino Craxi, famoso personaggio politico italiano della Prima Repubblica ed esponente di punta del PSI fu duramente colpito nel periodo di Tangentopoli (1992-93), tanto da doversene scappare emigrando in Tunisia ad Hamamet, ove morì nel 2000.
Si prendano i 4 minuti di un video su Youtube risalente al 1992 quando Craxi venne sentito in un processo da un giovane Di Pietro che lo interroga sul perchè e per come del suo ruolo in Tangentopoli.
In quei 4 minuti se si presta bene attenzione a Bettino Craxi , esso si appresta brillantemente a rispondere a Di Pietro riferendogli che non solo lui era a conoscenza di questo sistema di corruzione e ne usufruiva, ma anche il PCI di Giorgio Napolitano che stranamente non venne mai ( o quasi) colpito duramente come tutti gli altri partiti  della Prima Repubblica che si disciolsero e scomparvero.
In particolare Craxi riferì a Di Pietro che non è possibile che il PCI non fosse a conoscenza e non usufruisse di questo sistema, ma oltre ad esso il PCI veniva foraggiato esternamente sia dall'Urss, che dai Paesi del Patto di Varsavia ed era un apparato burocratico ben gestito.
Lo stesso Indro Montanelli in una successiva intervista ammetteva questa cosa, che non era sicuramente Craxi il "Deus ex machina" di Tangentopoli ne tantomeno Di Pietro l'eroe acclamato dai media dell'epoca del Pool di Mani Pulite, inotre l'autorevole giornalista spiegava come anche gli attivisti a titolo gratuito venissero catechizzati dal PCI,ad esprimere entusiasmo ed una sorta di totale riverenza tanto da prendersi le colpe del partito, insomma un apparato burocratico ben oliato, in cui ognuno occupa una precisa posizione ( Giorgio Napolitano si occupava dei rapporti agli esteri), tanto che oggi gli esponenti legati a Bersani, Prodi e D'Alema usano il termine "ditta". Il PCI (ripeto) fu l'unico partito a resistere alla crisi del sistema partitocratico innescata da Tangentopoli.
Inoltre osserva Montanelli nel corso dell'intervista, gli altri partiti si ispiravano all' Articolo della Costituzione che riporta la citazione "i Partiti sono libere associazioni di persone che concorrono agli interessi della politica nazionale [..]", a differenza del PCI che concorreva a qualcosa di interesse sovranazionale.
Tornando ad oggi, l'ex-PCI come afferma il giornalista/attivista Paolo Barnard co-fondatore del programma Rai "Report" e scrittore di numerose testate di degna nota, in uno dei suoi tour per spiegare il suo saggio "Il Più Grande Crimine", spiega appunto il ruolo che ebbe in Italia, oltre ad introdurre delle teorie economiche  salva-vite elaborate nel corso di anni sia dall'americano Warren Mosler e da altri prima di lui ( a volte definite di stampo socialista, soprattutto per il pensiero della scuola austriaca di Schumpeter).
Durante la spiegazione del suo saggio Barnard espone ai normali cittadini che i personaggi nelle vesti di Prodi, D'Alema, Napolitano, Mario Draghi, Carlo Azeglio Ciampi e Beniamino Andreatta con la complicità di terzi hanno incominciato a svendere l'Italia ai mercati finanziari,al mercantilismo tedesco, alle elitè finanziarie ed agli speculatori della City di Londra ( si ricordi il greco Gorge Soros che giocò sul fallimento della Lira nella crisi dello SME) .
Privatizzazioni selavagge, internazionalizzazione del debito pubblico, adesione a Mastricht, entrata nella Ue con l'euro ed eccoci ad oggi e ai risultati catastrofici che portarono queste scelte criminose, fatte in silenzio di vendere l'Italia agli squali della finanza.
Qualcuno come Craxi capì e ci avvisò , ma venne fatto fuori perchè scomodo e beccato come ladro di polli oserei definire rispetto a coloro che agirono in segreto.
Oppure l'amato/odiato Berlusconi tanto osteggiato dal PD era solamente (come dice Barnard) un criminale di serie C rispetto ai veri poteri forti che ad oggi mangiano sopra l'Italia, con la complicità di un Parlamento asservito completamente alla Ue.
written by Daniele Scandelli