venerdì 10 aprile 2015

I DOLCI FONDI EUROPEI E IL PROGRESSIVO AUMENTO DI TASSE

Spesso si sente parlare di fondi che l'Europa ( o meglio l'Unione Europea) stanzia all'Italia per promuovere ricerca, sviluppo ed investire sul capitale umano. Fantastico forse una cosa positiva la possiede dopotutto la Ue.
Ma cosa sono esattamente i fondi europei e come funzionano grosso modo?
Beh, l'Ue li stanzia agli Stati membri e dovrebbero essere soldi freschi che lo Stato membro dovrebbe usare per le motivazioni citate sopra solo ed esclusivamente per quelle.
Ma come al solito la burocrazia che piace tanto a Bruxelles frena l'ingordigia dei nostri ladri di polli italici che vorrebbero intascarseli, o forse nemmeno quella serve?.
Ovviamente i ladri di galline li pigliano lo stesso senza arte nè parte, ma chi realmente vorrebbe accedervi per sviluppare dei corsi per disoccupati che vengono rimpastati e infarinati per una prospettiva futura migliore, fanno davvero molta fatica perchè la burocrazia europea è tosta e scritta in un inglese a volte incomprensibile che a volte non chiarisce i passaggi per usarli onestamente.
Difatti se questi fondi dovessero essere utilizzati bisogna notificare agli organi europei competenti l'utilizzo dei fondi ed essi in qualche maniera certificano se è possibile usarli per quell'attività o meno.
Ma molto spesso l'iter burocratico è lungo e complicato e di logica conseguenza i fondi restano bloccati senza alcuno scopo e alla fine passato il periodo di stanziamento bisogna restituirli alla Ue con tanto di interessi. Esatto con interessi, perchè sono un prestito che l'Ue da ai paesi membri.
Veniamo ora alla parte interessante dei fondi europei. In sostanza questi soldi da dove arrivano?
 I soldi arrivano da tutte le tasse che l'Italia paga alla Ue come ad esempio il costo sostenuto per essere all'interno dell'Unione ed una parte delle tasse che i cittadini versano allo Stato italiano finiscono alla Ue, ma come mai questo?
Qui arriva il bello. I soldi stampati dalla BCE sono delle finanziarie che creano debito alla BCE o alle altre banche che ricevono iniezioni di liquidità da parte della BCE. Difatti ogni euro che ci arriva dalla Bce o dalla Ue sono euro di debito, perchè come sempre detto dappertutto l'euro è una valuta non sovrana e appartenente ad enti privati e lo Stato italiano o generico, va a chiedere prestiti a dei privati come la BCE o i mercati finanziari, questi li danno certo, che sia per la spesa pubblica o altri capitoli di spesa dello Stato ma rivogliono indietro il prestito con il dovuto interesse e gli interessi sono a tassi usurai, ma se tu Stato caro vuoi i liquidi queste sono le condizioni.
Quindi si è persa la sovranità monetaria, ossia la capacità di emettere moneta e riconoscerla come mezzo di pagamento, come la politica fiscale e monetaria che sono due cose ben distinte tra loro.
Tutto questo è stato ceduto alla Ue, per questo l'euro non funziona, oltre al fatto che non è adatto al modello economico italiano perchè è una moneta troppo forte senza capacità di rimodulazione alle esigenze reali del Paese italico o francese, visto che di oggi è la notizia che la Francia è effettivamente in stagnazione sul giornale il Nord.it.
Invece dovrebbe essere lo Stato ad emettere direttamente moneta tramite la sua Banca Centrale o il suo MOF(Minister of Finance) e ricomprarsi il suo debito che costa ogni anno all'Italia una botta assurda di quasi 100 mld di euro, perchè sono gli interessi passivi che lo Stato paga ai detentori del debito denominato in valuta estera.
Quindi lo Stato per far funzionare tutto questo bel sistemino che fa? Tassa i cittadini con le accise, le tasse sulla casa, automobili, insomma di tutto e di più.
Esempio banale, se lo Stato investe 100 per la spesa pubblica che è quella che da il welfare ai cittadini poi tassa  per 110 noi con le banche andiamo sotto di -10, perchè con quelle tasse recupera in parte gli interessi sul prestito iniziale che lo Stato ha avuto o da Bce o da enti privati e quindi cronicamente le tasse continueranno ad aumentare e a pesare sulle spalle del popolo che oggi ne sopporta in Italia il 50,3%...l'assurdo nell'assurdo.
Inoltre questo andazzo porta anche alla deflazione e la conseguente trappola di liquidità, perchè la gente non è stimolata a consumare e spendere, quindi aziende, esercenti possono per un po' abbattere i costi del prodotto finito ma i costi dietro ci sono e non si uò esagerare sennò si va comunque in perdita per l'investimento fatto e il disinvestimento fatto non copre l'investimento e si ha una perdita.
Paradossale sentire Renzi dire alla conclusione del sempestre europeo italiano a Strasburgo che le famiglie italiane si arricchiscono e la ripresa è vicina oppure le stime del Def 2015 , fanno ridere per non piangere.
Questo è un riassunto del discorso che è molto più amplio e complicato di così ed è stato descritto da me in altri posts.
Si pensi che è dal 2002 che si va avanti con questo meccanismo, immaginate altre bolle che potrebbero scoppiare.
Ma se usiamo i mantra "TOO BIG TO FAIL"  o del banchiere centrale Draghi Mario "WHATEVER IT TAKES", o le balle di Padoan e di Renzi stiamo freschi.

written by Daniele Scandelli